dall’Arena del 24 maggio 2026, Camilla Madinelli
Il «Centro Valentini» è realtà. Per offrire non solo ad anziani, ma anche a ragazzi e giovani, spazi d’incontro e ritrovo all’interno di una zona all’aperto accogliente e recintata per eventi in sicurezza. Si chiama così lo stabile costruito dalla Fondazione Valentini a Volargne, adiacente alla piazza centrale della frazione più a sud di Dolcè, a due passi da scuola primaria, palestra, ambulatori medici e ufficio postale.
Inizialmente pensato come centro diurno per gli anziani, è stato poi trasformato in uno spazio intergenerazionale: «per mettere in circolo memoria e futuro, esperienza e prospettive grazie alla visione della Fondazione che porta il nome di Vittorio Valentini, professore universitario di storia del diritto, e gestisce il suo generoso lascito testamentario destinato a scopi di beneficenza e assistenza». A guidare la realtà, presieduta da Fernando Lecardin, anche il consiglio di amministrazione di cui fanno parte Marco Bortolotti, segretario Alessandro Vicenzi e il consigliere Vittorio Antoniolli.
Emozionato e felice, Lecardin è stato il primo a prendere la parola, ricordando che il Centro «non è sempre stato come è adesso: abbiamo fatto evolvere un’idea iniziale verso qualcosa di più grande e inclusivo». E non separare le generazioni sarebbe stato «come separare le radici dai rami».
La prima pietra dell’edificio in piazza Ugo ZannonI è stata posata due anni fa, con una cerimonia partecipata dalla comunità. E ora, con una festa, altrettanto partecipata, si è concluso l’iter amministrativo con l’inaugurazione ufficiale: taglio del nastro, benedizione da parte del parroco don Damiano Zanconato, consegna di simboliche chiavi a due anziani del paese davanti a numerose autorità civili e militari. Dai sindaci del ComunI limitrofi di Brentino Belluno e Sant’Ambrogio di Valpolicella, Massimo Zanga e Roberto Zorzi, al consigliere provinciale Alberto Mazzucco. In questo accompagnato dall’entusiasmo dei promotori dell’opera e delle autorità, a partire dal segretario della Fondazione e dal sindaco di Dolcè Renato Calamoneri.
Le esibizioni del corpo bandistico comunale di Dolcè e del Coro La Cima di Volargne. A dare una mano e arricchire la cerimonia anche gli Alpini e i volontari del Pro Loco, del comitato «Maccapicelli» e della Croce Rossa.
Presente e futuro
«Oggi consegniamo un edificio, ma sta a chi lo frequenterà nel tempo donarvi una vitalità rinnovata alla nostra comunità», continua Vicenzi. «Il progetto del Centro Valentini si sviluppa attraverso quattro aree funzionali: due sale polivalenti e uno spazio ristoro con cucina attrezzata; inoltre un’area esterna». Al «Centro Valentini» non si fermano solo le persone per prendere una pausa, ma prendono forma anche incontri, attività culturali e momenti di condivisione.
Il progetto è sostenuto da numerosi soggetti e realtà del territorio. «Grazie ai promotori, a coloro che con coraggio e partecipazione hanno contribuito alla sua realizzazione e grazie anche all’impresa che ha portato a termine questo progetto», afferma Calamoneri. «Ora comincia una nuova avventura, che comporta rimboccarsi le maniche e far funzionare la struttura». Fino all’augurio finale: «Chi l’ha concepita da uno sguardo sul futuro che non dimentica il passato, si estenda anche agli altri paesi della Valpolicella».
Intanto gli studenti della frazione di Dolcè che frequentano le scuole primarie e secondarie stanno facendo la loro parte: si sono distinti per risultati scolastici. Trenta di loro infatti, quelli che hanno ottenuto i voti migliori in pagella o agli esami, sono stati premiati con assegni di studio finanziati dalla Fondazione Valentini per il quinto anno consecutivo. Erano solo sei i primi anni. È così cresciuto il numero degli studenti premiati: è stata festa anche per loro, per i genitori, nonni e compagni.


















